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mercoledì 26 settembre 2012

L’Italia acquista un satellite spia da Israele


L’Italia acquista un satellite spia da Israele

L'accordo promosso dal Ministero della Difesa italiano, del valore stimato di circa 100 milioni di dollari, è da inserirsi nel più ampio contratto che porterà lo stato di Israele ad acquistare...
L’accordo promosso dal Ministero della Difesa italiano, del valore stimato di circa 100 milioni di dollari, è da inserirsi nel più ampio contratto che porterà lo stato di Israele ad acquistare un numero imprecisato di addestratori M-346, prodotti da Alenia Aermacchi. 
Il satellite in oggetto è dotato di una ottica da ricognizione ad alta risoluzione, e questo particolare sta creando non poche tensioni in seno alle alleanze europee. Esistono infatti degli accordi bilaterali in base ai quali la Francia offre a Germania ed Italia la tecnologia per le osservazioni nell’ottico, ricevendo in cambio l’accesso alle mappature radar ottenute dai satelliti degli altri due paesi. In particolare, l’accordo italo-francese, denominato ORFEO (Optical and Radar Federated Earth Observation ) risale al 2001, e prevede la concessione da parte dei transalpini di 7 immagini fornite dalle costellazioni Helios o Pleiades in cambio di 75 immagini prodotte da Cosmo-SkyMed. All’epoca dell’accordo, la costellazione italiana era ancora di là da venire, e pareva che ORFEO potesse essere sufficiente a coprire le esigenze dei nostri militari.

La crisi libica ha però evidenziato l’inadeguatezza, secondo fonti italiane, della quantità di immagini messe a disposizione dall’accordo ORFEO, e la necessità di incrementare l’accessso alla sorveglianza ottica ad alta risoluzione da parte della nostra Difesa.
Peraltro, l’acquisto del satellite israeliano è visto oltralpe come un ulteriore “provocazione” rispetto all’annunciato progetto OPSys dell’ASI, per lo sviluppo di un satellite spia ottico completamente italiano. Si dovrà quindi anche valutare l’impatto che l’acquisto potrà avere sullo sviluppo del programma dell’Agenzia Spaziale Italiana.
Il satellite acquisito dal ministero della Difesa dovrebbe avere una risoluzione inferiore al metro, ed essere basato sulla piattaforma IMPS 2. Una caratteristica appetibile dei sistemi israeliani è la loro compattezza, tanto che non è escluso che per portare in orbita lo strumento ci si possa avvalere del piccolo vettore italiano Vega.
Storicamente, Italia e Francia sono le nazioni che maggiormente hanno collaborato nel settore della difesa, e la partnership Thales Alenia ne è solo l’esempio più conoscito. Ad esempio, il satellite SICRAL 2, che verrà lanciato nel 2014, ospiterà i sistemi di telecomunicazione militare di entrambi i paesi. Altri esempi sono costituiti dal satellite per telecomunicazioni militari Athena-Fidus, l’infrastruttura comune per la gestione dei satelliti spia denominata MUSIS, o, in campo navale, il programma delle fregate FREMM.
Qualora le frizioni tra Italia e Francia dovessero acuirsi, pare evidente che Thales Alenia potrà subirne le conseguenze maggiori, proprio a causa del proprio duplice impegno con entrambi i Paesi.

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