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domenica 31 maggio 2026

Emiliano Babilonia ricercatore - L'intercettazioni ambientali sulle reti satellitari

 

Emiliano Babilonia ricercatore

L’intercettazioni ambientali sulle reti satellitari






La telefonia satellitare si sviluppò negli anni ’90 del secolo scorso, sotto grandi auspici ed 
investimenti. 

L’obiettivo evidente era sostituire la telefonia cellulare ed imporre la tecnologia 
satellitare come nuovo standard di riferimento nel campo delle telecomunicazioni mobili, grazie alla 
sua capacità di offrire copertura a grandi aree geografiche. 

Bastò poco tempo però per accorgersi che tale ipotesi era irrealistica, principalmente a causa degli alti costi di questa tecnologia, che la rendevano non competitiva, ma anche a causa di alcuni limiti tecnologici, come le grandi dimensioni degli apparecchi telefonici. 

Oggi, nonostante i limiti emersi, la telefonia satellitare ha una propria efficacia sul mercato ed è utilizzata in contesti e per bisogni specifici. 

Basti pensare al suo impiego nel campo marittimo, dove è possibile beneficiare della sua grande copertura, garantita anche in mare dove è invece poco efficace la telefonia cellulare. 

Il suo utilizzo, inoltre, trova luogo in tutti i casi in cui si voglia disporre di un dispositivo mobile che garantisca il buon esito di una comunicazione, in molteplici situazioni d’impiego ed in qualsiasi condizione ambientale. 

Attraverso il sistema satellitare si ha infatti la certezza che la chiamata avverrà indipendentemente dal luogo in cui si effettua o si riceve la telefonata.



La telefonia satellitare si differenzia dalla telefonia cellulare per la modalità di funzionamento. 

In particolare, l’utente finale effettua sempre un accesso privato alla rete telefonica (un accesso riservato ad uno specifico utente) tramite onde radio propagate da sistemi posizionati su satelliti. Attualmente ci sono circa 2.000 satelliti artificiali in orbita che veicolano segnali analogici e digitali terrestri trasportando voce, video e dati. 

La comunicazione satellitare ha due principali componenti: la parte di terra, la quale consiste della trasmissione su rete con o senza fili, della ricezione e delle apparecchiature ausiliarie; la parte dello spazio, che è costituita dal satellite. 

Un tipico collegamento satellitare coinvolge la trasmissione o interconnessione di un segnale dalla stazione di terra al satellite. 

Il satellite quindi riceve ed amplifica il segnale e lo ritrasmette a terra, dove è ricevuto e riamplificato dai terminali. 

I ricevitori satellitari sul campo includono apparecchiature satellitari DTH (direct-to-home), strumenti di ricezione mobile su aerei, telefoni satellitari ed altri dispositivi palmari.

Secondo recenti analisi (Euroconsult-ec), la telefonia satellitare genera ogni anno circa 1,4 miliardi di dollari di fatturato, grazie principalmente a tre operatori che da soli si spartiscono oltre il 90% del mercato. 

I dispositivi attivi sono invece oltre due milioni. Negli ultimi tempi, inoltre, si sta ampliando la tipologia di offerta, la quale cerca di attrarre nuovi clienti dal mercato business, in modo da ampliare il suo tradizionale bacino di utenza: ambito militare, difesa e marittimo.


La tecnologia satellitare, a livello internazionale, non ha avuto una diffusione capillare ed omogenea. Ad oggi, le aree in cui è impiegata maggiormente sono: Nord America, Medio Oriente ed Africa.





Thuraya è un operatore attivo principalmente in Europa, Medio Oriente ed Africa ed offre copertura su circa il 40% del territorio mondiale. 

Per un grado di dettaglio maggiore relativo alle aree di copertura, consultare l’immagine di riferimento. 

Collocato negli Emirati Arabi Uniti, secondo alcune stime, sono oltre 600.000 i dispositivi Thuraya venduti a partire dal 2001, anno di lancio del servizio.

Thuraya attualmente gestisce due satelliti realizzati da Boeing: Thuraya 2 e Thuraya 3. Il precedente, Thuraya 1 invece non è più in uso ed è stato utilizzato, dal 2001 al 2007, prevalentemente per funzioni di test e backup. 

Thuraya 2 è stato lanciato nel 2003, è in grado di gestire 13.750 chiamate voce simultanee, ha una durata di vita prevista di 12 anni ed un peso di 3200 kg. 

Dispone di due antenne, in banda C e in banda L, che supportano fino a 300 spot beam (il segnale satellitare ha potenza concentrata in modo da coprire una limitata e specifica area della Terra denominata spot beam) separati, ognuno configurabile secondo l’utilizzo necessario. 

Thuraya 3, lanciato all’inizio del 2008, fornisce copertura prevalentemente in Europa, Africa e parte dell’Asia, mentre Thuraya 3 copre principalmente Estremo Oriente ed Australasia.

Come anticipato, i satelliti Thuraya utilizzano fino a 300 spot beam per permettere ad un limitato numero di canali in banda L di essere simultaneamente riutilizzati molte volte da dispositivi che si trovano in varie parti del mondo. 

Concettualmente, ogni spot beam copre una piccola area, avente circa 450 km di diametro, entro la quale la comunicazione tra il satellite ed il dispositivo è indipendente dalla trasmissione fatta negli altri spot beam. 

Il sistema è analogo a quello GSM in cui la Terra è suddivisa in celle, solo che in questo caso le celle sono servite da un’antenna posizionata su un satellite con molti spot beam piuttosto che da singole antenne posizionate a terra e da varie base station. 

Il gateway primario di Thuraya, che permette connessioni alle reti di comunicazione terrestri, è posizionato negli Emirati Arabi Uniti. 

La comunicazione tra il gateway ed il satellite avviene in banda C ed utilizza un uplink a circa 6 GHz ed un downlink a circa 3 GHz. 

La Mobile Earth Station (MES) e i dispositivi utilizzano la banda L per comunicare con il satellite: la MES riceve i segnali dal satellite nell’intervallo tra 1,525 GHz e 1,559 GHz e trasmette tra i 1,6265 GHz e i 1,6605 GHz. 

Come nei sistemi GSM, per salvaguardare l’identità dei dispositivi degli utenti e per identificare i dispositivi sono utilizzati sistemi TMSI (Temporary Mobile Subscriber Identities), periodicamente aggiornati utilizzando segnali criptati.




Inmarsat opera in 84 nazioni e garantisce una copertura quasi in ogni parte del mondo. I satelliti attivi, denominati F1, F2 ed F3, sono stati lanciati tra il 2005 ed il 2008. 

Ogni satellite è dotato di 19 spot beam regionali ed oltre 200 spot beam più piccoli. Ogni satellite Inmarsat offre tre tipi di copertura, denominata globale, regionale e ristretta. 

Nella copertura globale ogni satellite copre fino ad un terzo della superficie terrestre con un singolo segnale. Nella copertura regionale, rispetto alla precedente, ogni segnale copre una parte dell’intera zona coperta a livello globale, ma congiuntamente, i vari segnali offrono una copertura completa.

Il segnale a livello regionale consente di operare con antenne più piccole. L’ultimo tipo di copertura, definibile ristretta, è composta da fasci di segnali di dimensioni più piccole, in genere aventi un diametro di alcune centinaia di chilometri. 

In quest’ultimo caso occorrerà un numero maggiore di segnali per offrire una copertura ampia, dato  che le antenne sono ancora più piccole e la velocità di trasmissione dati più alta.

Iridium

Iridium è un’azienda attiva dal 1999, che possiede e gestisce 66 satelliti che operano in orbita terrestre bassa, ad un’altezza di circa 781 chilometri e ad una velocità di circa 27.000 km/h e che comunicano tra loro in banda Ka. 

I dispositivi Iridium comunicano invece con il più vicino satellite in banda L (1,62 GHz). Le comunicazioni avvengono all’interno di uno spot beam del satellite ed ogni spot beam è visibile per circa un minuto. 

Il satellite devia la chiamata a diversi spot beam, mentre il sistema identifica la posizione dell’utente e autentica il dispositivo al più vicino gateway con l’Home Location Register (HLR). 

Il satellite instrada la chiamata attraverso il satellite adiacente in banda Ka verso il più vicino gateway fino alla destinazione o al satellite più vicino nel caso in cui sia una chiamata tra due Iridium.

Modalità d’intercettazione

Passando ad analizzare nello specifico le modalità d’ntercettazione delle comunicazioni satellitari, è possibile affermare che, in base alle condizioni operative dei diversi sistemi, esse possono essere realizzate in una delle due modalità:

  1. tattica
  2. strategica.

Prendendo in esame in particolare Thuraya ed Iridium, va sottolineato che la prima tecnologia può essere intercettata in entrambe le modalità, mentre Iridium può essere gestito solamente attraverso un approccio tattico. Relativamente alla tecnologia Thuraya, i sistemi di monitoraggio intercettano passivamente i segnali in downlink dai satelliti Thuraya, sia in banda C che in banda L.


Il sistema di monitoraggio strategico necessita di due antenne. 

Per attivare il monitoraggio della trasmissione del downlink in banda C tra il satellite e la stazione di Terra, il sistema necessita di una grande antenna parabolica di circa sette metri di diametro. 

Per il monitoraggio della trasmissione del downlink in banda L dal satellite al dispositivo è invece sufficiente un’antenna di dimensioni più contenute.

La soluzione tattica di monitoraggio opera solamente in banda L ed è tipicamente un sistema portatile che può essere installato su un veicolo ed utilizzato sul campo, utilizzando una piccola antenna polarizzata circolare.

I sistemi di monitoraggio strategico utilizzano sofisticate tecniche di DSP (Digital Signal Processing) e hardware avanzato per assicurare che le chiamate di interesse siano monitorate e registrate. Attraverso l’utilizzo di software di demodulazione DSP si garantisce che il sistema di monitoraggio sia versatile ed abbia la massima efficienza.

Generalmente, tali sistemi di intercettazione forniscono diversi tipi di dati, come il dettaglio della comunicazione, la posizione del dispositivo, il numero di telefono, l’IMSI, il TMSI, l’IMEI, la posizione GPS, la nazione/regione in cui si trova il dispositivo, il timestamp GPS, che indica da quanto tempo è stata rilevata la posizione, l’ID dello spot beam Thuraya, la sua posizione GPS e la sua frequenza operativa, i dettagli dell’algoritmo e della chiave di cifratura utilizzati (A5/1/2/3/4/5/6/7), il contenuto della chiamata (voce, fax o dati).

Come anticpato sopra, Iridium è basato su un approccio diverso ed utilizza la banda L sia per l’upstream che per il downstream. 

Le chiamate del dispositivo sono indirizzate, attraverso la rete satellitare, verso il satellite che si trova in quel momento in comunicazione con una stazione di terra, per poi essere inviate alla rete telefonica pubblica internazionale. 

Di conseguenza, il monitoraggio può essere eseguito solo per le chiamate in banda L. 

L’unità tattica di monitoraggio utilizza una sola antenna circolare polarizzata, la quale riceve le trasmissioni di tutti i satelliti e da tutti i dispositivi visibili. 

Questi segnali sono convertiti verso una frequenza intermedia dove sono processati con un ricevitore software che utilizza tecniche di processamento del segnale digitale. 

Tale elaborazione dei segnali ricevuti è inviata ad una unità che analizza il contenuto e le informazioni relative alla chiamate. 

Tutte le chiamate raccolte, come anche nel caso precedente, possono eventualmente essere conservate nello spazio di archiviazione, al fine di essere analizzate attraverso un centro di monitoraggio. 

Fonte : https://www.spreaker.com/podcast/emiliano-babilonia-radio-web-podcast--1110545/support


domenica 1 marzo 2026

Esperimenti neurali su cavie umane XVIII LEGISLATURA CAMERA DEI DEPUTATI N. 3691 PROPOSTA DI LEGGE d'iniziativa della deputata CUNIAL contro il controllo mentale - Emiliano Babilonia

Esperimenti neurali su cavie umane



 XVIII LEGISLATURA

CAMERA DEI DEPUTATI

N. 3691

PROPOSTA DI LEGGE

d'iniziativa della deputata CUNIAL

Modifiche agli articoli 613 e 613-bis del codice penale, in materia di impiego di tecnologie cibernetiche per procurare lo stato di incapacità o per commettere il delitto di tortura, nonché divieto di sperimentazione, produzione e commercio di impianti di interconnessione neurale tra uomo e macchina e di nanorobot

Presentata il 20 luglio 2022

Onorevoli Colleghi! — La cyber-tortura o tortura cibernetica è un crimine contro l'umanità in cui milioni di vittime, quasi sempre ignare, sono aggredite a distanza con armi elettromagnetiche tramite devicescomputer o altre metodologie tecnologiche. Quella di tortura cibernetica è una definizione coniata dallo svizzero Nils Melzer, docente di diritto internazionale all'università di Glasgow, relatore speciale per le Nazioni Unite (ONU) nel rapporto mondiale su «Tortura e altri trattamenti o punizioni crudeli, disumani o degradanti» (28 febbraio 2020). Dalla consapevolezza della gravità di questo fenomeno qui è nata la European Coalition Task Force against Cybertorture, organizzazione non profit che lotta per la denuncia della «sperimentazione non consensuale di sistemi psicologici e informatici remoti come tecnologie e tecniche di influenza cognitiva sulla mente e sul corpo umano». 

La Coalizione, creata per sensibilizzare gli ordinamenti giuridici e la comunità medica e scientifica sul reato di ricerca illegale in campo biomedico e in quello delle armi condotta tramite esperimenti sui cittadini dell'Unione europea, si batte per introdurre il divieto dell'utilizzo di «qualsiasi tecnologia e tecnica in grado di mettere in pericolo la salute fisica e/o psichica umana, di modificare l'autonomia delle persone e di intaccarne la dignità».


Il punto nodale è quello del 5G e del 6G, cioè il passaggio dall'internet delle cose all'internet dei corpi, nel cui ambito si prospetta persino il furto di dati cerebrali: per dirla con le parole della Coalizione, vogliamo «creare consapevolezza e altro sulla tecnologia cibernetica e sugli abusi elettronici, come la raccolta illegale di dati e la manipolazione di esseri umani tramite interfacce cervello-macchina» «nei sistemi psicologici cyber, furto illegale di dati cerebrali».


Riprendendo lo studio presentato all'ONU nel 2020, sul sito della Coalizione si legge: «più in generale, al fine di garantire l'adeguata attuazione del divieto di tortura e dei relativi obblighi legali nelle circostanze presenti e future, la sua interpretazione dovrebbe evolversi in linea con le nuove sfide e capacità che emergono in relazione alle tecnologie emergenti non solo nel ciberspazio, ma anche in ambiti quali l'intelligenza artificiale, la robotica, le nanotecnologie e le neurotecnologie, o le scienze farmaceutiche e biomediche, compreso il cosiddetto “potenziamento umano”», ovvero l'avanzata del transumanesimo.

Intervistato dal Guardian, Melzer ha dichiarato: gli Stati «non solo hanno la capacità di condurre operazioni informatiche infliggendo gravi sofferenze a innumerevoli individui, ma potrebbero anche decidere di farlo per qualsiasi scopo di tortura. La cibertecnologia può anche essere utilizzata per infliggere, o contribuire a, gravi sofferenze mentali evitando il canale del corpo fisico, in particolare attraverso intimidazioni, molestie, sorveglianza, umiliazione pubblica e diffamazione, nonché appropriazione, cancellazione o manipolazione di informazioni».

La presente proposta di legge, con la modifica degli articoli 613 e 613-bis del codice penale al fine di introdurre il reato di tortura cibernetica, nonché con l'introduzione del divieto di sperimentare, produrre o commerciare impianti di interfaccia neurale uomo-macchina e nanorobot, garantisce ai cittadini italiani una tutela da numerosi reati, crudeli, disumani o degradanti, contro la persona e ci prepara alle nuove sfide che già l'ONU dal 2020 ha previsto e sollecitato ad affrontare.

PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1.
(Divieto di sperimentazione, produzione e commercio di impianti di interconnessione neurale tra uomo e macchina e di nanorobot)

1. Sono vietati la detenzione, il possesso, l'uso, l'innesto, nonché la sperimentazione, anche su animali, la produzione, l'importazione e la commercializzazione di prodotti tecnologici complessi e completi, di qualsiasi dimensione, la cui finalità è l'interconnessione neurale tra uomo e macchina mediante innesti in grado di connettersi con il cervello, il sistema nervoso centrale e periferico e qualsiasi terminazione nervosa, nonché la detenzione, il possesso, l'uso, nonché la sperimentazione, anche su animali, la produzione, l'importazione e la commercializzazione di macchine in grado di effettuare azioni attive o passive, per qualsiasi finalità, a livello cellulare o molecolare all'interno dell'organismo umano o in grado di stabilire una connessione dall'interno dell'organismo verso l'esterno, anche archiviando e trasmettendo dati.
2. È altresì vietato l'uso dell'intelligenza artificiale, della robotica, delle nanotecnologie, delle neuro-tecnologie o delle scienze farmaceutiche o biomediche per la realizzazione del potenziamento o del miglioramento dell'essere umano in una dimensione cibernetica dell'esistenza.
3. La violazione dei divieti di cui ai commi 1 e 2 rientra nella fattispecie di reati contro l'umanità di cui all'articolo 7, paragrafo 1, lettera k), dello statuto istitutivo della Corte penale internazionale, ratificato e reso esecutivo ai sensi della legge 12 luglio 1999, n. 232.
4. La violazione dei divieti di cui ai commi 1 e 2 è punita con la reclusione di trenta anni. Se il colpevole cagiona volontariamente la morte di un'altra persona o di un animale, la pena è dell'ergastolo.

Art. 2.
(Modifiche agli articoli 613 e 613-bis del codice penale)

1. Al codice penale sono apportate le seguenti modifiche:

a) all'articolo 613, primo comma, dopo le parole: «mediante suggestione ipnotica o in veglia» sono inserite le seguenti: «, mediante l'uso di tecnologie dell'informazione e della comunicazione, o mediante l'uso di tecnologie in grado di generare un'interconnessione neurale tra uomo e macchina o di macchine in grado di effettuare azioni attive o passive, per qualsiasi finalità, a livello cellulare o molecolare all'interno dell'organismo umano o in grado di stabilire una connessione dall'interno dell'organismo verso l'esterno, anche archiviando e trasmettendo dati»;

b) all'articolo 613-bis, primo comma, dopo le parole: «con violenze o minacce gravi» sono inserite le seguenti: «, oppure mediante l'uso di tecnologie dell'informazione e della comunicazione o di tecnologie in grado di generare un'interconnessione neurale tra uomo e macchina o di macchine in grado di effettuare azioni attive o passive, per qualsiasi finalità, a livello cellulare o molecolare all'interno dell'organismo umano o in grado di stabilire una connessione dall'interno dell'organismo verso l'esterno, anche archiviando e trasmettendo dati».

Art. 3.
(Clausola di invarianza finanzia)

1. Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato.

Art. 4.
(Entrata in vigore)

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

https://www.spreaker.com/podcast/emiliano-babilonia-radio-web-podcast--1110545/support

domenica 4 gennaio 2026

mk ultra - mia moglie e comandata a distanza da misteriosi impulsi radioelettrici

Emiliano Babilonia denuncia da molto tempo queste tecnologie per il controllo mentale con satelliti spia e armi ad energia diretta 

 


L'unica radio web al mondo che intervista le vittime del controllo mentale - mk ultra - Storie di stalking neurale organizzato e molestie elettroniche - di Emiliano Babilonia

Emiliano Babilonia ricercatore indipendente di tecnologie e fenomeni inspiegabili , inventore , studioso di fenomeni paranormali come ufo , fantasmi , cerchi nel grano , sfere di luce , alte tecnologie , studioso di geoingegnerie , h.a.a.r.p , satelliti spia , alte tecnologie con scanner 3d biometrici , strategie tattiche per la difesa , strategie investigative , pedinamenti elettronici con geolocalizzazione gps , microfoni laser per intercettazioni ambientali satellitari con analizzatori di spettro biometrici , esperto di sistemi avanzati web e tanto altro .

vittimedelcontrolloneurale@gmail.com 

vittimedelcontrolloneuralesatellitare.blogspot.com

satellitispia.blogspot.

comricercatoridifenomeniinspiegabili.blogspot.com

Tutte le dirette radio web complete le troverete sul canale di youtube EMILIANO BABILONIA e sul canale di youtube ANGELI CUSTODI MK ULTRA ITALIA

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domenica 14 dicembre 2025

satelliti spia geolocalizzazione militare di persone fisiche con puntatori laser

I satelliti spia militari possono geolocalizzare persone e oggetti utilizzando varie tecnologie avanzate, come radar ad alta risoluzione (SAR) e sensori ottici (Lidar), capaci di distinguere dettagli minuscoli come 1.7mm, e forniscono immagini in tempo reale per operazioni militari, intelligence o monitoraggio ambientale, ma non usano "puntatori laser" per tracciare direttamente individui, bensimi tecniche di imaging avanzate e sistemi di navigazione inerziale (GPS) per la localizzazione precisa.


 



Tecnologie utilizzate per la geolocalizzazione e l'imaging
  • Radar a Scansione di Fascio (SAR): Forniscono immagini ad altissima risoluzione anche di notte o con cattive condizioni meteo, concentrandosi sul movimento degli oggetti.
  • Sistemi Ottici (Lidar): Usano impulsi laser per misurare distanze con estrema precisione, catturando dettagli piccolissimi (fino a 1.7mm) e creando mappe tridimensionali.
  • Sensori Infrarossi: Rilevano le firme termiche (calore) emesse da oggetti, utili per il rilevamento di lanci missilistici o incendi.
  • GPS e Navigazione Inerziale: I dispositivi militari integrano GPS con sistemi inerziali (es. giroscopi laser) per una localizzazione precisa e autonoma, anche senza segnale satellitare diretto. 
Come funziona la localizzazione
  • Imaging ad Alta Risoluzione: Satelliti con telescopi avanzati (come Ikonos, anche se commerciale) possono distinguere oggetti di pochi metri da orbite basse (400-900 km), con risoluzioni di circa 1 metro.
  • Dettagli Estremi: Sistemi di nuova generazione (come i cinesi) raggiungono dettagli fino a 1.7mm, permettendo il riconoscimento facciale o la visione di piccoli movimenti.
  • Localizzazione Militare: Le forze armate usano queste capacità per sorveglianza, intelligence, pianificazione operativa e supporto alle forze di terra, grazie alla capacità di raccogliere dati in tempo reale. 
Sistemi e capacità Italiane
  • L'Italia ha satelliti spia come Optsat-3000 e una rete di comunicazioni militari (SICRAL) per servizi riservati.
  • Esiste un Comando per le Operazioni Spaziali (COSPAR) e programmi per satelliti futuri (SICRAL 3) per ampliare le capacità di difesa e sicurezza. 

In sintesi, la geolocalizzazione e il tracciamento di individui da satellite avvengono tramite imaging avanzato e misurazione precisa, con sensori ottici e radar che creano immagini dettagliatissime per identificare e seguire attività e movimenti.