Emiliano Babilonia - radio web
Diventa Supporter Radio Web di Emiliano Babilonia
Visualizzazioni
domenica 16 novembre 2014
venerdì 14 novembre 2014
Rosario Marciano' - Emiliano Babilonia ( seconda intervista )
Rosario Marciano' - Emiliano Babilonia ( seconda intervista )
Rosario Marciano' - Emiliano Babilonia : parlano di virus , vaccini , radio controllo , microchip , manipolazione mondiale , scie chimiche , analisi ambientali .
Sentite bene come le nostre ricerche fanno capire le anomalie occulte globali .
link RADIO WEB di Emiliano Babilonia
http://www.spreaker.com/user/controllo_globale/rosario-marciano-emiliano-babilonia-2p
Sentite bene come le nostre ricerche fanno capire le anomalie occulte globali .
link RADIO WEB di Emiliano Babilonia
http://www.spreaker.com/user/controllo_globale/rosario-marciano-emiliano-babilonia-2p
domenica 9 novembre 2014
Rosario Marcianò - Emiliano Babilonia : parlano della manipolazione globale attraverso un aerosol chimico e sintetico con radio destabilizzazione pineale e fisiologica .
Rosario Marcianò - Emiliano Babilonia : parlano della manipolazione globale attraverso un aerosol chimico e sintetico con radio destabilizzazione pineale e fisiologica .
Sentite bene come i guastatori occulti e deviati di stato ,,, utilizzino tecnologie avanzate per manipolare le ricerche e le divulgazioni che aiutano milioni di persone alla consapevolezza e alla riflessione ( riguardo il controllo globale ) .
DIRETTA RADIO WEB - http://www.spreaker.com/user/controllo_globale/rosario-marciano-emiliano-babilonia
Sentite bene come i guastatori occulti e deviati di stato ,,, utilizzino tecnologie avanzate per manipolare le ricerche e le divulgazioni che aiutano milioni di persone alla consapevolezza e alla riflessione ( riguardo il controllo globale ) .
DIRETTA RADIO WEB - http://www.spreaker.com/user/controllo_globale/rosario-marciano-emiliano-babilonia
diretta radio web di Emiliano Babilonia
lunedì 20 ottobre 2014
Satellite ad scansione elettronica sintetica GPS geo stazionario - ricerche di Emiliano Babilonia
Satellite ad scansione elettronica sintetica GPS geo stazionario - ricerche di Emiliano Babilonia
Nei radar a scansione elettronica (una tecnologia resa famosa dal sistema americano imbarcato AEGIS, nonchè dal sistema radar del sistema SAM Patriot) l'antenna è fissa.
Il fascio elettronico è modulato e manipolato in maniera da "pennellare" lo spazio innanzi a sè.
Nei sistemi avanzati come l'AESA usato sull'F-22 e sull' F-18E, il radar ha anche una capacità di operare in maniera del tutto passiva, un po' come il sonar passivo di un sottomarino, nonchè di suddividere il fascio in un certo numero di sottofasci indipendenti, ciascuno dei quali può svolgere una sua funzione autonomamente dagli altri.
Nei radar tradizionali, l'antenna si muove per effettuare la scansione, e il segnale radar ottenuto è molto "sporco", tanto da richiedere sofisticati processi di elaborazione per ottenere delle immagini facilmente interpretabili (mediante computer ed unità di signal processing o target processing).
Il radar dell'Eurofighter è una via di mezzo.
Innanzitutto esso utilizza tecnologia SAR (apertura radar sintetica) che è una tecnologia che consente di simulare un'antenna molto più grande, a tutto vantaggio della risoluzione che è pari a 1 metro nella Tranche-1.
Poi adotta un sistema DAS (da non confondere con il DASS) che consente di ottenere dati sui bersagli riducendo al minimo i movimenti meccanici dell'antenna.
Infine, dispone di un terzo canale di processazione dei segnali (di solito sono due: uno per bersagli aerei e uno per bersagli terrestri) che viene utilizzato per rilevare le sorgenti elettroniche ECM del nemico (capacità on-the-jam).
Si tratta quindi di un radar a metà strada fra uno tradizionale e un AESA.
Nei radar a scansione elettronica (una tecnologia resa famosa dal sistema americano imbarcato AEGIS, nonchè dal sistema radar del sistema SAM Patriot) l'antenna è fissa.
Il fascio elettronico è modulato e manipolato in maniera da "pennellare" lo spazio innanzi a sè.
Nei sistemi avanzati come l'AESA usato sull'F-22 e sull' F-18E, il radar ha anche una capacità di operare in maniera del tutto passiva, un po' come il sonar passivo di un sottomarino, nonchè di suddividere il fascio in un certo numero di sottofasci indipendenti, ciascuno dei quali può svolgere una sua funzione autonomamente dagli altri.
Nei radar tradizionali, l'antenna si muove per effettuare la scansione, e il segnale radar ottenuto è molto "sporco", tanto da richiedere sofisticati processi di elaborazione per ottenere delle immagini facilmente interpretabili (mediante computer ed unità di signal processing o target processing).
Il radar dell'Eurofighter è una via di mezzo.
Innanzitutto esso utilizza tecnologia SAR (apertura radar sintetica) che è una tecnologia che consente di simulare un'antenna molto più grande, a tutto vantaggio della risoluzione che è pari a 1 metro nella Tranche-1.
Poi adotta un sistema DAS (da non confondere con il DASS) che consente di ottenere dati sui bersagli riducendo al minimo i movimenti meccanici dell'antenna.
Infine, dispone di un terzo canale di processazione dei segnali (di solito sono due: uno per bersagli aerei e uno per bersagli terrestri) che viene utilizzato per rilevare le sorgenti elettroniche ECM del nemico (capacità on-the-jam).
Si tratta quindi di un radar a metà strada fra uno tradizionale e un AESA.
giovedì 16 ottobre 2014
mercoledì 15 ottobre 2014
Questo annuncio e stato messo da P. Franceschetti e parla di Emiliano Babilonia esperto di controllo mentale
Questo annuncio e stato messo da P. Franceschetti e parla di Emiliano Babilonia esperto di controllo mentale
http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.spreaker.com%2Fuser%2Fcontrollo_globale&h=jAQEV2CoL
SESSO, SERVIZI SEGRETI E CONTROLLO MENTALE
Una signora arriva con molte precauzioni (telefonate da cabine telefoniche, appuntamenti più volte rimandati ecc.) al mio studio, per espormi il suo caso di malagiustizia e controllo mentale e chiedermi se la aiuto a denunciare la cosa pubblicamente.
Lavorava in un’azienda del veronese, ove tutti i dipendenti sono stati sottoposti ad esperimenti di controllo mentale; lei ha scoperto questo grave caso di controllo mentale e l’ha denunciata sia alla magistratura sia ai superiori, ma la denuncia è stata insabbiata perché si sa, la giustizia è corrotta fino al midollo.
Alla domanda su che tipo di controllo mentale sta subendo, mi spiega che pensa continuamente al sesso, e in fabbrica anche la maggior parte dei dipendenti ja rapporti clandestini, fa le corna al partner ecc.
Le obietto che non mi pare una cosa che implica necessariamente un controllo mentale; sono fenomeni che la maggior parte della gente ha naturalmente ma lei mi spiega che non è così e ha le prove che si tratta di un vero e proprio controllo esterno. Quali prove ha? Le foto di alcuni dipendenti ripresi in flagrante con la fotocamera del cellulare; quanto a lei mi assicura che non aveva mai pensato al sesso prima, quindi la prova è lei stessa.
A quel punto mi viene un leggero dubbio sul motivo per cui sia stata licenziata, e le domando “ma scusi, non avrà mica denunciato tutto questo ai vertici dell’azienda?” e lei risponde di si. E’ stata quindi denunciata perché aveva capito troppo e i vertici erano collusi.
Inutile dire che la signora ha fatto denuncia anche alla magistratura, ma pure quella non ha preso in considerazione la cosa; si sa che la magistratura è collusa infatti coi servizi segreti.
Faccio presente alla signora che mi pare inevitabile che la magistratura non abbia preso in considerazione la cosa, dato che mi pare che le prove siano un po’ labili, in quanto alcune foto di trombate riprese nell’azienda non costituiscono prova inoppugnabile ai sensi dell’articolo 187 codice di procedura penale ma lei mi garantisce che ha allegato molte prove, come i video e alcuni presi in alcuni siti sul controllo mentale.
Le consiglio allora di andare da Emiliano babilonia, che è un esperto di questi casi, ma lei mi risponde che secondo lui Babilonia è paranoico e non si fida.
Le dico che secondo me giuridicamente non si può fare nulla e che magari farebbe meglio con i pochi soldi che ha da parte ad andare a vivere in un paese straniero dove la vita costi poco e si goda la vita, perché in fondo con tale tipo di controllo mentale si può vivere bene lo stesso, se la cosa la si prende con filosofia.
Ma lei dice che vuole rimanere in Italia per combattere e far sapere la verità.
Allora le do dei consigli per avere meno problemi, come quello di trovarsi un'attività molto impegnativa e interessante, in modo da distrarsi per una parte del tempo.
Cos' parte del tempo penserà al sesso, ma in parte anche ad altre cose. Ma lei dice che il pensiero è troppo invasivo.
Le consiglio di andare da uno psichiatra che magari potrebbe darle dei farmaci per calmare questi istinti sessuali, Ma dice di no perchè altrimenti la prenderebbero per pazza.
Le chiedo cosa vuole quindi da me.
"che denunci tutto" mi dice.
Chiedo quindi a colleghi veronesi se vogliono accettare questa causa, con tutti i rischi (specie sessuali) che comporta.
La signora non ha i soldi per pagare, essendo stata licenziata, ma un vantaggio del prendersi cura di questo caso può essere visto nel fatto di precostituirsi una prova della propria infedeltà; avvocati e avvocatesse infedeli potrebbero, ad esempio, giustificare eventuali tradimenti che venissero scoperti come un espletamento professionale del mandato e uno dei rischi del mestiere; sono i guai in cui ci si imbatte nel nostro pericoloso mestiere quando ci si mette contro i servizi segreti.
Diffondete anche questo caso, perché tutti devono venire a conoscenza di certe notizie, abilmente taciute dai media corrotti.
LINK radio web
http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.spreaker.com%2Fuser%2Fcontrollo_globale&h=OAQHbWt4o
http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.spreaker.com%2Fuser%2Fcontrollo_globale&h=jAQEV2CoL
SESSO, SERVIZI SEGRETI E CONTROLLO MENTALE
Una signora arriva con molte precauzioni (telefonate da cabine telefoniche, appuntamenti più volte rimandati ecc.) al mio studio, per espormi il suo caso di malagiustizia e controllo mentale e chiedermi se la aiuto a denunciare la cosa pubblicamente.
Lavorava in un’azienda del veronese, ove tutti i dipendenti sono stati sottoposti ad esperimenti di controllo mentale; lei ha scoperto questo grave caso di controllo mentale e l’ha denunciata sia alla magistratura sia ai superiori, ma la denuncia è stata insabbiata perché si sa, la giustizia è corrotta fino al midollo.
Alla domanda su che tipo di controllo mentale sta subendo, mi spiega che pensa continuamente al sesso, e in fabbrica anche la maggior parte dei dipendenti ja rapporti clandestini, fa le corna al partner ecc.
Le obietto che non mi pare una cosa che implica necessariamente un controllo mentale; sono fenomeni che la maggior parte della gente ha naturalmente ma lei mi spiega che non è così e ha le prove che si tratta di un vero e proprio controllo esterno. Quali prove ha? Le foto di alcuni dipendenti ripresi in flagrante con la fotocamera del cellulare; quanto a lei mi assicura che non aveva mai pensato al sesso prima, quindi la prova è lei stessa.
A quel punto mi viene un leggero dubbio sul motivo per cui sia stata licenziata, e le domando “ma scusi, non avrà mica denunciato tutto questo ai vertici dell’azienda?” e lei risponde di si. E’ stata quindi denunciata perché aveva capito troppo e i vertici erano collusi.
Inutile dire che la signora ha fatto denuncia anche alla magistratura, ma pure quella non ha preso in considerazione la cosa; si sa che la magistratura è collusa infatti coi servizi segreti.
Faccio presente alla signora che mi pare inevitabile che la magistratura non abbia preso in considerazione la cosa, dato che mi pare che le prove siano un po’ labili, in quanto alcune foto di trombate riprese nell’azienda non costituiscono prova inoppugnabile ai sensi dell’articolo 187 codice di procedura penale ma lei mi garantisce che ha allegato molte prove, come i video e alcuni presi in alcuni siti sul controllo mentale.
Le consiglio allora di andare da Emiliano babilonia, che è un esperto di questi casi, ma lei mi risponde che secondo lui Babilonia è paranoico e non si fida.
Le dico che secondo me giuridicamente non si può fare nulla e che magari farebbe meglio con i pochi soldi che ha da parte ad andare a vivere in un paese straniero dove la vita costi poco e si goda la vita, perché in fondo con tale tipo di controllo mentale si può vivere bene lo stesso, se la cosa la si prende con filosofia.
Ma lei dice che vuole rimanere in Italia per combattere e far sapere la verità.
Allora le do dei consigli per avere meno problemi, come quello di trovarsi un'attività molto impegnativa e interessante, in modo da distrarsi per una parte del tempo.
Cos' parte del tempo penserà al sesso, ma in parte anche ad altre cose. Ma lei dice che il pensiero è troppo invasivo.
Le consiglio di andare da uno psichiatra che magari potrebbe darle dei farmaci per calmare questi istinti sessuali, Ma dice di no perchè altrimenti la prenderebbero per pazza.
Le chiedo cosa vuole quindi da me.
"che denunci tutto" mi dice.
Chiedo quindi a colleghi veronesi se vogliono accettare questa causa, con tutti i rischi (specie sessuali) che comporta.
La signora non ha i soldi per pagare, essendo stata licenziata, ma un vantaggio del prendersi cura di questo caso può essere visto nel fatto di precostituirsi una prova della propria infedeltà; avvocati e avvocatesse infedeli potrebbero, ad esempio, giustificare eventuali tradimenti che venissero scoperti come un espletamento professionale del mandato e uno dei rischi del mestiere; sono i guai in cui ci si imbatte nel nostro pericoloso mestiere quando ci si mette contro i servizi segreti.
Diffondete anche questo caso, perché tutti devono venire a conoscenza di certe notizie, abilmente taciute dai media corrotti.
LINK radio web
http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.spreaker.com%2Fuser%2Fcontrollo_globale&h=OAQHbWt4o
mercoledì 24 settembre 2014
Come funziona il GPS e come spiano il mondo con scanner GPS
Come funziona il GPS e come spiano il mondo con scanner GPS
Come il telefonino, anche il ricevitore GPS è diventato in questi anni un apparecchio dall'uso talmente scontato che quasi ci si dimentica di come e perchè funziona. Oltre alla soddisfazione personale di capire “cosa si sta facendo”, è bene conoscere i limiti dell'oggetto per prevedere fino a che punto possiamo contare su di esso.
Il Global Positioning System è di esclusiva proprietà e gestione del Pentagono. Gli elementi del sistema sono tre: la costellazione di 24 satelliti, un centro terrestre di controllo in Colorado e quattro “filiali” nei vari continenti, e i ricevitori di noi utilizzatori.
Tutti i 24 satelliti orbitano a 10.900 miglia di altezza, compiono un giro completo in 12 ore e sono distribuiti in modo che, su tutta la Terra, ce ne possano sempre essere almeno 6 sopra l'orizzonte (fig. 1).
Il Global Positioning System è di esclusiva proprietà e gestione del Pentagono. Gli elementi del sistema sono tre: la costellazione di 24 satelliti, un centro terrestre di controllo in Colorado e quattro “filiali” nei vari continenti, e i ricevitori di noi utilizzatori.
Tutti i 24 satelliti orbitano a 10.900 miglia di altezza, compiono un giro completo in 12 ore e sono distribuiti in modo che, su tutta la Terra, ce ne possano sempre essere almeno 6 sopra l'orizzonte (fig. 1).
Il loro lancio è iniziato nel 1978 con un gruppo di 10 a scopo sperimentale (Block I).
L'attuale costellazione, Block-2, è stata messa in orbita tra il 1989 e il 1994, data della effettiva copertura mondiale del servizio.
L'apparecchio GPS è un computer in simbiosi con un ricevitore radio, in grado di captare simultaneamente da 8 a 12 satelliti (dipende dai modelli), che trasmettono sui 1.575 MHz; una seconda frequenza, 1.227 MHz è di uso esclusivamente militare. Il principio di funzionamento è simile al metodo per determinare il punto nave grazie alla posizione nota di alcuni oggetti a terra.
All'accensione, la prima cosa che fa il GPS è “mappare” la posizione dei satelliti che ha sopra di sé. Per fare questo legge dalla propria memoria l'almanacco, una specie di orario dei treni che gli dice cosa passa, dove e quando. L'almanacco è quello dell'ultimo utilizzo precedente; se è passato qualche mese o se siamo a 3-400 miglia di distanza, è inservibile e va ricostruito: ecco perchè a volte capita che il GPS ci mostra la carta o un elenco di Nazioni e chiede: “dimmi dove siamo”; se gli diamo un'indicazione di massima sulla posizione, la compilazione del nuovo almanacco è veloce, altrimenti, ricevendo tutti i dati dal cielo, richiede una dozzina di minuti. All'accensione successiva, invece, tutto è più rapido: da ogni satellite deve ricevere solo le effemeridi, che comunicano le correzioni rispetto alla posizione teorica dell'orbita.
All'accensione, la prima cosa che fa il GPS è “mappare” la posizione dei satelliti che ha sopra di sé. Per fare questo legge dalla propria memoria l'almanacco, una specie di orario dei treni che gli dice cosa passa, dove e quando. L'almanacco è quello dell'ultimo utilizzo precedente; se è passato qualche mese o se siamo a 3-400 miglia di distanza, è inservibile e va ricostruito: ecco perchè a volte capita che il GPS ci mostra la carta o un elenco di Nazioni e chiede: “dimmi dove siamo”; se gli diamo un'indicazione di massima sulla posizione, la compilazione del nuovo almanacco è veloce, altrimenti, ricevendo tutti i dati dal cielo, richiede una dozzina di minuti. All'accensione successiva, invece, tutto è più rapido: da ogni satellite deve ricevere solo le effemeridi, che comunicano le correzioni rispetto alla posizione teorica dell'orbita.
Fig.2 Nota la posizione dei satelliti, il calcolo delle distanze d permette di determinare la posizione del GPS.
Una volta nota la posizione degli amichetti, il ricevitore calcola la propria distanza rispetto ad ognuno di essi (fig. 2), e lo fa misurando il tempo che il segnale radio impiega ad arrivare. Per questo scopo ogni satellite trasmette di continuo una sequenza di dati senza contenuti specifici, ma ognuna con caratteristiche diverse e già note al ricevitore. Tecnicamente si chiama pattern pseudo-casuale, semplificando possiamo immaginare che ogni satellite suoni di continuo una filastrocca; anche se molto disturbata (e lo è, vista la grande distanza e la minuscola antenna), essa sarà comunque riconoscibile dal ricevitore, il quale non ha bisogno di ricavarne dati ma solo, appunto, di riconoscerla. GPS e satellite iniziano a “suonarla” insieme esattamente nello stesso istante; il dato utile è la differenza di tempo (il ritardo) tra le due “esecuzioni”. Il prodotto tra il ritardo e la velocità del segnale (300.000 Km/sec) fornisce la distanza. Il ricevitore ora sa di trovarsi su una ipotetica sfera di raggio pari alla distanza misurata. Lo stesso calcolo, ripetuto con tre satelliti, permette di determinare il punto; ma non basta...
Il nocciolo della questione è misurare esattamente il ritardo del segnale: una differenza di 1 millisecondo tra gli orologi di satellite e ricevitore provocherebbe un errore di 300 Km! Gli orologi in orbita sono atomici, quanto di più preciso esista, e vengono regolarmente tenuti in fase tra loro dal centro in Colorado; il nostro GPS ha un orologio al quarzo, preciso a sufficienza nel breve periodo necessario ai calcoli, ma sicuramente sfasato rispetto a quelli lassù. La soluzione è usare un quarto satellite: se il quarto calcolo non restituisce il punto dei precedenti tre, c'è un errore; il GPS quindi corregge l'orologio fino a quando tutte e quattro le distanze portano ad un punto geometricamente valido. Il punto sarà sempre più preciso man mano che aumentano i satelliti che concorrono al calcolo (e noi ora sappiamo di avere a bordo un orologio perfetto!).
La latitudine e la longitudine ottenute sono comunque accompagnate da uno scarto di 10-50 m. Cosa determina l'errore? La deviazione del segnale all'attraversamento di ionosfera e troposfera, effemeridi e orologi, disturbi radio, rimbalzi del segnale su gole, monti e palazzi, una posizione geometricamente sfavorevole dei satelliti; ma soprattutto la Selective Availability: la facoltà da parte del Pentagono di diffondere effemeridi volutamente errate per necessità militari.
Il nocciolo della questione è misurare esattamente il ritardo del segnale: una differenza di 1 millisecondo tra gli orologi di satellite e ricevitore provocherebbe un errore di 300 Km! Gli orologi in orbita sono atomici, quanto di più preciso esista, e vengono regolarmente tenuti in fase tra loro dal centro in Colorado; il nostro GPS ha un orologio al quarzo, preciso a sufficienza nel breve periodo necessario ai calcoli, ma sicuramente sfasato rispetto a quelli lassù. La soluzione è usare un quarto satellite: se il quarto calcolo non restituisce il punto dei precedenti tre, c'è un errore; il GPS quindi corregge l'orologio fino a quando tutte e quattro le distanze portano ad un punto geometricamente valido. Il punto sarà sempre più preciso man mano che aumentano i satelliti che concorrono al calcolo (e noi ora sappiamo di avere a bordo un orologio perfetto!).
La latitudine e la longitudine ottenute sono comunque accompagnate da uno scarto di 10-50 m. Cosa determina l'errore? La deviazione del segnale all'attraversamento di ionosfera e troposfera, effemeridi e orologi, disturbi radio, rimbalzi del segnale su gole, monti e palazzi, una posizione geometricamente sfavorevole dei satelliti; ma soprattutto la Selective Availability: la facoltà da parte del Pentagono di diffondere effemeridi volutamente errate per necessità militari.
Dall'entrata in servizio del sistema GPS le informazioni trasmesse dalla costellazione di 24 satelliti non sono mai cambiate. Perchè allora i vecchi Gps sono così scarni di funzionalità mentre quelli più recenti sono molto più versatili e precisi? Va subito detto che dal cielo non arriva nessun dato direttamente utilizzabile dall'utente, tipo coordinate o velocità; tutte le informazioni che leggiamo sul display del gps sono frutto di calcoli eseguiti dal solo ricevitore. L'evoluzione degli apparati dipende quindi in larga misura dalla aumentata capacità di calcolo che, analogamente ai personal computer, sfrutta processori sempre più veloci e abbondanza di memoria. Inoltre, un numero sempre più crescente di utilizzatori ha permesso di determinare il tipo e la qualità delle funzioni, e di produrre elettroniche “dedicate”, abbattendo costi e ingombri.
GPS mod. Garmin 45 ai raggi X
Se andiamo a curiosare dentro a un gps di dieci anni fa, scopriamo che l'elettronica è costituita in larga misura da componenti standard, gli stessi che si usavano per i personal computer e altri apparati industriali. Ad esempio Magellan e Trimble adottavano come microprocessore il Motorola MC68000, lo stesso che in quegli anni veniva montato sui pc Apple Macintosh. Ma questo indizio ci svela un'altra cosa: la potenza di calcolo necessaria a un gps è a tutti gli effetti quella di un computer, non certo quella di una calcolatrice da liceo! Per dare il solo punto nave, un gps deve: riconoscere almeno quattro satelliti e la sequenza di dati che trasmettono, misurare con precisione infinitesimale il tempo con cui arrivano questi segnali (ripulito del ritardo per i calcoli), determinare il punto geometrico tenendo conto che nel frattempo tutto si muove (satelliti e ricevitore), trasformare il punto geometrico in latitudine e longitudine e correggerli rispetto all'elissoide (map-datum) di riferimento. Il tutto nell'arco di un secondo, il tempo tipico che passa tra un punto nave fornito e il precedente. E non basta: l'apparecchio deve poter interagire in ogni momento con l'utente (gestione della tastiera e del display) e con altri eventuali strumenti presenti a bordo (protocollo dati Nmea o simili), e se i satelliti disponibili sono più di quattro (si arriva anche a dodici) vengono automaticamente utilizzati, al fine di migliorare la precisione del punto nave...
Ma un gps che restituisce le sole latitudine e longitudine non esiste, è troppo povero: le coordinate, sebbene indispensabili, da sole sono poco funzionali. Vediamo allora, con le inevitabili semplificazioni, cosa può offrirci la prodigiosa macchinetta sulla base di calcoli in funzione del tempo e dello spazio.
Supponiamo di aver percorso il tratto di mare dal punto Pp (un punto passato), e di trovarci in P0, il punto attuale (fig.2).
Le differenze di lat. e long. tra i due punti restituiscono la distanza percorsa, la quale in relazione al tempo impiegato fornisce la velocità. Tutti i punti Pp del viaggio vengono memorizzati assieme all'istante del rilevamento e alla velocità, e vanno a formare una traccia, dalla quale si otterranno grafico del percorso, tempo totale del viaggio, velocità media e velocità massima raggiunta.
La differenza di long. e di lat. tra P0 e Pp ci informa anche sulla rotta: il display mostra una bussola con i gradi della prua. Ovvio che la rotta è un'indicazione significativa solo se siamo in movimento: il gps non “sente” il Nord!
Il punto futuro da raggiungere Pf è un waypoint (traducibile in “punto del percorso”) che avevamo precedentemente registrato nella memoria del ricevitore. I gps accettano centinaia di waypoint: ognuno è caratterizzato dalle sue coordinate e da un nome, spesso anche da un simbolo grafico. Con il comando generalmente chiamato GOTO (“vai a”) informiamo il gps che un certo waypoint presente in memoria sarà il nostro Pf.
Appena concluso questo comando, esso visualizzerà: la rotta in gradi da seguire (l'autopilota di bordo stava aspettando proprio questo dato...), la distanza che ci separa e il tempo stimato per arrivare; e da buon specialista delle orbite, il gps ci dirà anche a che ora tramonta il sole in Pf.
La differenza di long. e di lat. tra P0 e Pp ci informa anche sulla rotta: il display mostra una bussola con i gradi della prua. Ovvio che la rotta è un'indicazione significativa solo se siamo in movimento: il gps non “sente” il Nord!
Il punto futuro da raggiungere Pf è un waypoint (traducibile in “punto del percorso”) che avevamo precedentemente registrato nella memoria del ricevitore. I gps accettano centinaia di waypoint: ognuno è caratterizzato dalle sue coordinate e da un nome, spesso anche da un simbolo grafico. Con il comando generalmente chiamato GOTO (“vai a”) informiamo il gps che un certo waypoint presente in memoria sarà il nostro Pf.
Appena concluso questo comando, esso visualizzerà: la rotta in gradi da seguire (l'autopilota di bordo stava aspettando proprio questo dato...), la distanza che ci separa e il tempo stimato per arrivare; e da buon specialista delle orbite, il gps ci dirà anche a che ora tramonta il sole in Pf.
Fig. 3: con questa schermata il gps ci informa sulla velocità (30) e che mancano 7,56 miglia e 3 ore e 34 al prossimo waypoint, al quale arriveremo alle 4.22 con prua 245 gradi.
In navigazione, ogni punto P0 può diventare istantaneamente un waypoint: una comodità impagabile quando si solcano acque sconosciute e si vuole memorizzare il punto per usi futuri (l'ingresso in un porto, un relitto, dove ho perso l'ancora...). Un uso particolare del waypoint preso al volo è l'uomo a mare. Molti ricevitori hanno la funzione MOB (Man Over Board) che è a tutti gli effetti una scorciatoia per fissare in emergenza un waypoint con la pressione del solo pulsante Mob (curiosità: deriva forse da qui il termine mobbing, il buttare fuori dalle aziende i dipendenti scomodi?).
Una concatenazione di waypoint e di goto è aggregabile in una Rotta (Route), anch'essa utilissima per affrontare percorsi complessi, quali la navigazione in un arcipelago o tra i canali di acque interne.
Tra le funzioni che via via si sono integrate nel gps, facendolo diventare uno strumento sempre più “multiruolo”, possiamo trovare: la bussola magnetica, il barometro, l'almanacco delle maree e delle fasi lunari, il telefono gsm, l'integrazione con le carte digitali.
Antenna elicoidale del GPS mod. Garmin 45 ai raggi X
Iscriviti a:
Post (Atom)


