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sabato 9 agosto 2014

Telerilevamento ad scansione sintetica satellitare

Telerilevamento ad scansione sintetica satellitare 

Sensori radar
Un sensore radar emette impulsi di energia elettromagnetica, nel campo delle
microonde (*), verso la superficie della Terra. Una porzione dell’energia viene
riflessa ed acquisita dal sensore come segnale “eco”.
L'intensità dell’eco di ritorno dipenderà dalla natura e caratteristiche della
superficie illuminata (scabrosità, umidità, orientamento e inclinazione rispetto al
raggio incidente).
Il ritardo dell'eco rivela la distanza dalla superficie riflettente.
Le microonde sono in grado di penetrare nubi e foschia e tanto altro con efficacia e di
acquisire immagini di notte.
Le immagini radar possono anche rivelare dettagli topografici e, se la stessa
area è ripresa da due diversi punti di vista, è possibile costruire modelli
tridimensionali della superficie (interferometria).
L’emissione di impulsi radar richiede notevoli sforzi in termini di alimentazione del satellite; il che, di
conseguenza, genera difficoltà progettuali/costruttive e determina costi molto elevati. In ogni caso, il
potenziale che porta con sé la tecnologia radar è molto grande e vengono investite notevoli risorse nel
suo continuo sviluppo.
(RADAR è acronimo di RAdio Detection And Ranging)

Scansione a barretta di rivelatori
Una serie lineare di rivelatori viene orientata perpendicolarmente alla
direzione di movimento.
I satelliti non sono in rotazione e quindi la serie di rivelatori compone la
matrice corologica mentre il satellite si sposta lungo la sua traiettoria.
Il satellite meteorologico Meteosat ha una risoluzione di 5 x 5 km2
.
I dettagli visibili sono pochi ma sufficienti per ottenere una scansione
completa di un emisfero in una singola immagine.
I satelliti militari più avanzati sono in grado di esplorare aree di
10 x 10 cm2
. L’effettiva risoluzione spaziale è segreta, ma è sufficiente ad
individuare dettagli piccolissimi, per esempio persone, veicoli e piccole
installazioni

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