Visualizzazioni

venerdì 27 dicembre 2013

Datagate, a Cerveteri la megabase italiana di ascolto satellitare

Datagate, a Cerveteri la megabase italiana di ascolto satellitare


Cerveteri sarebbe il centro di ascolto italiano un sistema planetario di intercettazioni e spionaggio. A sostenerlo è un’inchiesta del settimanale Panorama che, assieme alla rivista di geopolitica “Look out”, ha dedicato un ampio dossier al tema della raccolta dati nello spionaggio e del programma messo in piedi dagli Stati Uniti per rubare informazioni dagli altri Stati, uno scandalo noto come “datagate”.
Il centro di ascolto e raccolta dati si trova nel grande campo militare sull’Aurelia, in cui da alcuni punti rialzati all’esterno delle lunghe mura è possibile scorgere gli enormi radar bianchi del centro. Attualmente è in costruzione anche un altro grande edificio, adiacente a quello vecchio, visibile sempre dal Cavalcavia di via Fontana Morella.
Secondo l’articolo, a firma Luciano Tirinnanzi, “in Italia esiste effettivamente un “Grande Fratello” capace di ascoltare ogni comunicazione pubblica e privata e in grado di intercettare mail, fax, telefonia mobile e fissa: si chiama ECHELON”.  E quel “Grande Fratello” si trova proprio a Cerveteri.
La struttura sarebbe parte del ben più ampio “programma d’intercettazione mondiale messo in piedi dagli Stati Uniti e dal Regno Unito già nel primo dopoguerra, che portò alla progressiva creazione di un sistema di respiro mondiale, basato su stazioni di ascolto posizionate in diversi angoli della terra, in grado di garantire un’adeguata copertura satellitare e l’ascolto di ogni parola scritta o pronunciata in tutto il globo”.
L’inchiesta ricorda l’importanza del programma Echelon, a cui il nostro Paese aderisce – sotto segreto di Stato – attraverso la base di ascolto di Cerveteri, dove una stazione orientabile collegata a numerosi satelliti spia USA può teoricamente intercettare le comunicazioni di qualsiasi cittadino. Ed Echelon è come un antenato del programma di sorveglianza PRISM degli Stati Uniti, gestito dalla National Security Agency (NSA), di cui si sta parlando molto in questi giorni.
echelon“La base di Cerveteri – riporta l’articolo – è gestita ovviamente da personale militare e le operazioni d’intercettazione sono coordinate dall’Aise, il servizio segreto di sicurezza esterna, ex SISMI. Qui lavorano almeno trecento persone, tra personale militare, civile e contrattisti, tra i quali soprattutto informatici e traduttori. Questi ultimi, in particolare, sono il fiore all’occhiello di ECHELON Italia e il fatto che una delle sezioni più sviluppate sia proprio il reparto traduzioni chiarisce gli scopi per i quali la base in provincia di Roma è predisposta: l’ascolto delle reti diplomatiche”.
“Cerveteri, infatti, è adibito a monitorare soprattutto le trasmissioni delle sedi diplomatiche estere grazie a sistemi crypto, ovvero sofisticati software crittografici e di decrittazione, programmati in funzione sia attiva sia difensiva. Scopo ultimo è, infatti, provvedere a intercettare conversazioni specifiche e accuratamente selezionate, a scopi politici. E non, come verrebbe da credere, a scopi archivistici per catalogare le conversazioni degli italiani. Oltre alle apparecchiature di ascolto, il centro ECHELON Italia riceve – questo sì – la massa di notizie provenienti dall’NSA riguardanti soprattutto il nostro Paese, per vagliarle e analizzarle”.
Ecco dunque svelato, per chi ancora non lo sapesse, che cosa si nasconde dietro i lunghi muraglioni rossi che costeggiano l’Aurelia, via Pizzo del Prete. e via Pizzo del Prete.
La funzione di tale sistema – spiega il settimanale – è bypassare le normali procedure d’intercettazione previste dalla legge italiana ( il cui iter renderebbe l’intercettazione difficilmente fruibile ), ma è altrettanto vero che nessuno nel nostro Paese – né Cerveteri né altri – ha come obiettivo intercettazioni di massa, né tantomeno i militari sono là per monitorare le conversazioni di ogni singolo cittadino.
Insomma, senza saperlo, Cerveteri non è mai stata così internazionale.

lunedì 2 dicembre 2013

Immagini tridimensionali da una foto, per il riconoscimento facciale ( anche i satelliti spia avranno questa tecnologia di riconoscimento facciale )

Immagini tridimensionali da una foto, per il riconoscimento facciale  ( anche i satelliti spia avranno questa tecnologia di riconoscimento facciale ) 

Le moderne tecnologie per l’identificazione biometrica sono in grado di permettere la verifica dell’identità di una persona mediante parametri quali ad esempio le impronte digitali, l’iride dell’occhio, il DNA o le caratteristiche del volto umano.
Ovviamente però, con oltre 6 miliardi di individui sul nostro pianeta, le caratteristiche del volto finiscono per ripetersi, e si possono facilmente trovare persone con lo stesso taglio del naso e degli zigomi, con gli occhi dello stesso colore e forma, rendendo molto più complicata un’identificazione univoca, specialmente se il sistema di identificazione biometrica si basa su normali immagini fotografiche a due dimensioni.
Partendo da questo problema, un gruppo di ricertatori della Florida Atlantic University (FAU) di Boca Raton hanno creato un algoritmo computerizzato che è in grado di creare modelli a tre dimensioni di un volto umano, usando come base di partenza una normale fotografia. Il sistema crea inizialmente un “volto virtuale” standard, i cui parametri di base sono rilevati a partire da un database di immagini tridimensionali di volti veri.
Quando il sistema si trova a dover analizzare una specifica immagine bidimensionale, tale volto virtuale viene “proiettato” sul piano di tale immagine. A questo punto, l’algoritmo tiene conto della posa assunta dal soggetto al momento dello scatto e dell’illuminazione della fotografia.
Questi elementi vengono usati per trasferire su questo volto di base le caratteristiche facciali del soggetto della fotografia, in modo da creare un’immagine tridimensionale del suo viso con il maggior grado di approssimazione possibile.
Secondo i ricercatori, questa tecnologia potrebbe essere usata per analizzare non soltanto immagini fotografiche, ma anche filmati di sorveglianza video come quelli ripresi da telecamere a circuito chiuso, per facilitare le indagini della polizia nella ricerca degli autori di un crimine, o per rintracciare persone scomparse.

domenica 1 dicembre 2013

Le Tecnologie - dei Carabinieri ( dalle nostre ricerche tecnologie antiche )

Le Tecnologie dei Carabinieri ( dalle nostre ricerche tecnologie antiche )

E.V.A.
La tecnologia continua ad essere il "volano" attraverso il quale l'Arma cerca di aumentare l'efficienza della propria struttura e l'efficacia della propria azione, senza mai dimenticare la centralità dell'elemento umano. Anche nel 2008 sono state adottate soluzioni tecnologiche d'avanguardia tanto nel settore operativo che in quello logistico-amministrativo, con conseguente recupero di personale da destinare ad attività esterne.
Per migliorare il controllo del territorio è stato realizzato l'innovativo sistema E.V.A. (Enhanced Vehicle Automation), una piattaforma di comunicazione a bordo delle auto le cui funzionalità sono attivabili dall'operatore, oltre che manualmente, anche attraverso comandi a riconoscimento vocale di tipo "speaker independent", con il vantaggio di garantire al personale, grazie alla tempestività di utilizzo, libertà di movimento e maggiore sicurezza restando concentrato sulla persona da controllare. Il progetto è valso all'Arma anche
l'"e Content Award 2008", premio per il miglior contenuto digitale nel settore
dell'e-governement. Dall'attività preventiva alle indagini, anche qui la tecnologia nel 2008 ha giocato un ruolo da protagonista: sono stati realizzati progetti per migliorare le capacità di investigazione scientifica del Ra.C.I.S. e dei R.I.S., come i Sistemi "Carabinieri-DNA" e LIMS (Laboratory Information Management System), per il tracciamento delle operazioni relative, rispettivamente, alla gestione dei profili genetici trattati nel corso delle indagini tecniche ed alle attività di laboratorio effettuate con adozione di sistemi di autenticazione biometrica. Sono stati poi resi disponibili strumenti cartografici, di repertamento informatico e per la gestione di servizi di osservazione e controllo di persone e veicoli in movimento.
Anche i programmi di formazione specialistica sono stati caratterizzati da un elevato contenuto tec nologico, come nel caso del nuovo Istituto Superiore di Tecniche Investigative (I.S.T.I.) di Velletri, voluto dall'Arma per potenziare l'attività investigativa tradizionale. Presso questo moderno polo di formazione, dove vengono portate dal "campo" all'aula le esperienze operative dei migliori investigatori dell'Arma, il personale prioritariamente impegnato nell'attività di polizia giudiziaria viene specializzato sull'utilizzo delle più moderne tecniche di indagine e sull'impiego di tecnologie d'avanguardia nei settori, ad esempio, della sicurezza informatica e del repertamento elettronico.
Nel settore logistico-amministrativo è stata ulteriormente potenziata la piattaforma tecnologica attraverso la quale il Centro Nazionale Amministrativo gestisce il trattamento economico e l'assistenza fiscale di tutto il personale, mentre è in corso di realizzazione il Sistema Informativo Logistico dell'Arma (SILAC) per il governo del ciclo di vita di armi, mezzi, equipaggiamenti, arredi ed immobili. 

Laboratorio tecnico

domenica 24 novembre 2013

Datagate: Guardian, da 338 aziende sistemi-spia come Nsa

Datagate : Guardian, da 338 aziende sistemi -spia come Nsa


Da Usa a Francia, Germania e Italia tecnologie a 'regimi'

Datagate: Guardian, da 338 aziende sistemi-spia come Nsa
Centinaia di aziende private vendono sistemi di spionaggio e intercettazioni simili a quelli utilizzati dalla Nsa a 35 Paesi nel mondo, come Libia e Bahrain,che consentono di tracciare milioni di mail, sms e telefonate. Lo rivela Guardian pubblicando un rapporto della ong Privacy International.338 le aziende coinvolte, in Usa, Gb, Israele e Italia.
Le 338 aziende, tra le quali 77 basate in Gran Bretagna, mettono sul mercato potenti tecnologie "generalmente associate con la National Security Agency (Nsa) e la sua controparte britannica, Government Communications Headquarters (Gchq). Questo mercato, scrive il Guardian, è fonte di "crescente preoccupazione tra le associazioni per i diritti umani". Tra gli strumenti offerti, video-camere spia inserite nelle lattine di cola, nei mattoni o nei seggiolini dei bambini per le auto.
Le compagnie si difendono affermando che si tratta di tecnologie che aiutano i governi in Asia, Africa e Medio Oriente a combattere il terrorismo e il crimine. Tra i vari documenti scoperti, anche quelli relativi a Cerebro, un sistema di intercettazione delle fibre ottiche su cui viaggiano le reti web simile al Tempora utilizzato dal Gchq, messo sul mercato da una azienda di Dubai, la Advanced Middle East Systems (Ames).
C'è poi un altro 'clone' di Tempora, Zebra, offerto dalla sudafricana VAST ech. L'elenco delle compagnie, pubblicato da Privacy International dopo 4 anni di lavoro, include anche un azienda italiana, la "Hacking Team", fondata nel 2003 e basata - si legge nel rapporto - a Milano. I suoi "prodotti" sono stati "localizzati in Marocco", prosegue il rapporto che sottolinea come "la normativa italiana per l'esportazione non regola nello specifico queste tecnologie, quindi possono finire facilmente nelle mani sbagliate". La ditta italiana "afferma di poter fornire sistemi di intercettazione per i cellulari come iPhone, Blackberrie e quelli basati su Windows o Symbian".

martedì 19 novembre 2013

Uno scanner che farà conoscere tutto di voi da 50 metri oppure da 500 km di altezza !

Uno scanner che farà conoscere tutto di voi da 50 metri oppure da 500 km di altezza !

scanner molecolare laser
Sarà disponibile tra uno o due anni, fa sapere il Dipartimento di Sicurezza americano, uno scanner mai visto visto prima, che permetterà di sapere tutto delle persone scansionate: sostanze presenti nel corpo e sui vestiti, se ci sono tracce di droga, esplosivi o altre sostanze chimiche pericolose. E tutto questo senza dover fermare le persone e senza contatto fisico e, ancora, probabilmente a loro insaputa.
È qualcosa che va ben oltre le questioni sollevate già per la localizzazione satellitare e per le intercettazioni. È uno strumento che, utilizzato per la lotta al terrorismo, farà venire a conoscenza di coloro che lo utilizzeranno, forze di polizia e agenzie investigative governative, di informazioni dettagliate sulle persone scansionate. Tutti, inoltre, potranno essere scansionati in luoghi come aeroporti, centri commerciali, o persino per le strade cittadine, se gli agenti di polizia verranno dotati di questo strumento.
La compagnia che lo ha inventato, Genia Photonics, ha affermato che “il dispositivo è in grado di penetrare i vestiti e offrire un’informazione spettroscopica di qualsiasi sostanza presente nel corpo umano o negli oggetti portati con sé”. I suoi inventori sono già stati ingaggiati dall’azienda In-Q-Tel, per lavorare con il Dipartimento di Sicurezza degli USA. La In-Q-Tel è una compagnia fondata nel 1999 da un gruppo di privati cittadini su richiesta della CIA e con il supporto del Congresso. Una sorta di azienda-ponte tra l’agenzia di intelligence e le aziende che si occupano di nuove tecnologie.
Strumenti simili a questo scanner sono già stati progettati in Russia e alla George Washington University. Quello della Genia Photonics è, però, migliaia di volte più veloce e più preciso, anche ad una maggiore distanza.
Per quanto questa nuova tecnologia potrebbe aprire nuovi scenari in ambito di diagnosi medica, restano gli interrogativi sull’uso che se ne farà in altre circostanze, come la sicurezza del paese. Chi potrà utilizzarla? Con quali limiti? Chi conserverà i dati ottenuti? Dove e per quanto tempo? Un problema, quello della privacy, che rimane ancora aperto.

Un microfono spia con 20 euro e con 200 milioni di euro su satellite spia

Un microfono spia con 20 euro e con 200 milioni di euro su satellite spia 




Ormai sulla Rete si possono trovare le istruzioni per fare di tutto, dalla ricetta per un piatto di pasta fino (purtroppo) a come fabbricare una bomba.
Pertanto non è una sorpresa imbattersi nelle istruzioni per fabbricare un microfono spia amatoriale.
Ad un costo di circa 20 dollari, praticamente chiunque può essere in grado di costruire un piccolo microfono spia a raggio laser. Il microfono spia è in grado, tramite il raggio laser invisibile ad infrarossi, di rilevare le più piccole vibrazioni di una parete o di una finestra, causate dai suoni prodotti dalla voce umana al di là del muro o del vetro.
Il raggio laser viene raccolto da un transistor, e grazie ad un piccolo amplificatore viene convertito in segnale audio. Il tutto può essere costruito da sè con poco sforzo.
Ovviamente però, si tratta di apparecchi amatoriali, che al massimo possono essere usati per spiare il proprio vicino (possibilmente con intenzioni innocenti!). Per un uso di tipo professionale, è decisamente consigliabile usare apparecchiature di ben altra caratura, quali ad esempio un microfono direzionale.
Basati sullo stesso identico concetto, i microfoni laser direzionali sono in grado, se il loro raggio invisibile viene puntato contro il vetro di una finestra, di leggerne le vibrazioni e raccogliere le conversazioni al suo interno, fino ad una distanza di oltre un chilometro e mezzo. Tale genere di apparecchiature per l’ascolto a distanza è consigliato per un uso di ben altro livello, ad esempio per forze dell’ordine durante un’operazione di raccolta prove, o per detectives privati durante un’investigazione.
Ovviamente hanno ben altri costi rispetto ai microfoni amatoriali, ma il risultato ottenuto sarà di tutt’altro livello, e potrà anche essere utilizzato in sede processuale come prova.

giovedì 7 novembre 2013

Sorveglianza satellitare del cervello


Sorveglianza satellitare del cervello



  1. Signals Intelligence della NSA usa la stimolazione EMF del cervello per il Neural Remote Monitoring (RNM) e il collegamento cervello elettronico (EBL). La stimolazione EMF del cervello è stata sviluppata nel periodo del famigerato programma MKULTRA nei primi anni 1950, che ha incluso la ricerca neurologica attraverso “radiazioni” (non ionizzanti EMF) e la ricerca e sviluppo della bioelettronica. La tecnologia segreta risultante è classificata presso l’Archivio di Sicurezza Nazionale come “Radiation Intelligence”, definito anche come “informazioni involontariamente emanate, praticamente onde elettromagnetiche emanate nell’ambiente, non compresa la radioattività o l’esplosione nucleare”. Signals Intelligence applica questa tecnologia segreta nello stesso modo come applica altri programmi di guerra elettronica del governo. La NSA controlla le informazioni disponibili su questa tecnologia e secretando questo tipo di ricerche scientifiche all’opinione pubblica. Ci sono anche degli accordi internazionali tra le agenzie di intelligence per mantenere questa tecnologia segreta. La NSA ha brevettato apparecchiature elettroniche che analizzano l’attività elettrica negli esseri umani a distanza. Attraverso la computer-generated brain mapping, riescono a monitorare costantemente tutte le attività elettriche del cervello della popolazione. L’NSA riesce a decodificare le mappe cerebrali individuali (di centinaia di migliaia di persone) per motivi ( dicono ) di sicurezza nazionale. La stimolazione EMF del cervello è anche segretamente utilizzata dai militari. Ai fini della sorveglianza elettronica l’attività elettrica nel centro del linguaggio può essere tradotta (tramite dei sintetizzatori) in parole. L’RNM può inoltre inviare segnali codificati alla corteccia uditiva, permettendo così la comunicazione audio direttamente nel cervello (scavalcando le orecchie). Gli agenti possono utilizzare questa tecnica per torturare segretamente i soggetti, simulando allucinazioni uditive tipici della schizofrenia paranoide. Senza alcun contatto con il soggetto, il monitoraggio remoto neurale può tracciare l’attività elettrica della corteccia visiva di una persona trasmettendo direttamente immagini al suo cervello, il tutto viene controllato tramite un monitor video. Essi pertanto riescono anche a vedere ciò che gli occhi del soggetto preso di mira stanno vedendo in quel preciso momento. L’RNM può inviare immagini direttamente alla corteccia visiva. bypassando gli occhi e i nervi ottici. Possono utilizzare questi strumenti per inserire delle immagini di nascosto nel cervello di qualcuno mentre dorme, in fase REM, programmando così la mente della vittima per i loro scopi. Le capacità di agenti NSA con RNM. Insomma, la voce e il suono in 3D, (audio subliminali e non) possono essere inviati alla corteccia uditiva della gente (bypassando le orecchie) e le immagini possono essere inviate alla corteccia visiva. L’RNM può anche alterare le percezioni di un soggetto come gli stati d’animo, e il controllo motorio. Questo è diventato una metodologia tipica per le comunità di intelligence. L’RNM infatti permette un completo controllo audio-visivo del cervello. La National Security Agency può rilevare, identificare e monitorare in remoto i campi bioelettrici di una persona. Hanno anche la capacità di monitorare in remoto e in modo non invasivo, le informazioni nel cervello umano elaborandole in digitale, decodificando i potenziali evocati tra i 30-50 Hz, .5 milliwatt (emissioni elettromagnetiche provenienti dal cervello) . L’attività neuronale nel cervello crea un pattern elettrico che ha un flusso magnetico mutevole. Questo flusso magnetico emette una costante di 30-50 Hz, 0,5 milliwatt d’onda elettromagnetica (EMF). Nell’emissione elettromagnetica del cervello sono contenuti picchi e modelli chiamati “potenziali evocati”. Ogni pensiero, reazione, comando motorio, evento uditivo e immagine visiva del cervello ha un corrispondente “potenziale evocato” o un insieme di “potenziali evocati”. L’emissione di campi elettromagnetici del cervello possono essere decodificati in pensieri, immagini e suoni. La NSA utilizza la EMF Brain Stimulation, anche come sistema di comunicazione per la trasmissione di informazioni (come messaggi nel sistema nervoso) per gli agenti dei servizi segreti, per trasmettere al cervello dei soggetti operazioni top secret (anche in modo non percepibile a livello conscio). La decodifica RNM richiede una frequenza di risonanza per ogni area specifica della mente. Tale frequenza è quindi modulata per imporre le informazioni in quella zona specifica del cervello. La frequenza a cui le varie aree cerebrali rispondono varia da 3 Hz a 50 Hz. Solo L’Intelligence della NSA modula i segnali in questa banda di frequenza.