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sabato 24 agosto 2013

Banda S - Arma satellitare ad energia diretta come funziona

Banda S

La banda S fa parte dello spettro elettromagnetico, ed in particolare va da 2 a 4 GHz, a cavallo del confine tra UHF e SHF (3,0 GHz). La banda S è usata dai radar meteorologici e da alcuni satelliti per comunicazioni, specialmente quelli usati dalla NASA per comunicare con lo Space Shuttle e la Stazione Spaziale Internazionale.
La banda S è anche utilizzata nelle comunicazioni ottiche per riferirsi alle lunghezze d'onda tra i 1450 nm ed i 1490 nm.
La Federal Communications Commission statunitense ha approvato che il Digital Audio Radio Service trasmetta in banda S tra 2,310 e 2,360 GHz, ora usata dal Sirius Satellite Radio e dall'XM Satellite Radio.
In alcune nazioni la banda S è usata per la televisione satellitare domestica, mentre in altre nazioni si usa la Ku. La frequenza normalmente usata per questo servizio è tra 2,5 e 2,7 GHz.
Più recentemente la FCC ha approvato la creazione del Mobile Satellite Service (MSS) nella parte di banda S tra 2,0 e 2,2 GHz, in connessione con gli Ancillary Terrestrial Components (ATC). Attualmente ci sono un po' di compagnie che stanno cercando di sviluppare reti simili, tra cui ICO Satellite Management e TerreStar Networks.
Le apparecchiature wireless compatibili con gli standard IEEE 802.11b e g usano la sezione a 2,4 GHz della banda S. Anche gli standard IEEE 802.16a ed e utilizzano una parte della frequenza della banda S, seguendo lo standard WiMAX. Molti venditori, inoltre, stanno producendo apparecchiature che trasmettono a 3,5GHz: l'esatta frequenza assegnata per questo uso varia da nazione a nazione. - http://vittimedelcontrolloneuralesatellitare.blogspot.it/ -

sabato 27 luglio 2013

Le spese folli della Difesa. Ventidue miliardi per digitalizzare l’Esercito, tre miliardi per i satelliti militari, oltre 600 milioni per un’arma contraerea che resterà prototipo. Ecco alcuni dei programmi più esosi e discutibili delle forze armate

Le spese folli della Difesa. Ventidue miliardi per digitalizzare l’Esercito, tre miliardi per i satelliti militari, oltre 600 milioni per un’arma contraerea che resterà prototipo. Ecco alcuni dei programmi più esosi e discutibili delle forze armate





Roma, 4 mag 2013 – Di Gianluca Di Feo – Forza Nec, Sicral, Skymed, Meads. Sono progetti militari ignoti ai più che si traducono in miliardi a carico dei cittadini. Ormai tutti gli italiani conoscono il supercaccia F35, diventato l’icona della spesa bellica esagerata. Ma “‘l’Espresso” nel prossimo numero in edicola descrive il buco nero della Difesa, che inghiotte ogni anno fiumi di denaro per iniziative di dubbia utilità. Grazie a un documento redatto dal governo Monti infatti è possibile ricostruire il costo previsto per alcuni degli investimenti più sorprendenti.
POTENZA SPAZIALE. Il capitolo più discutibile riguarda l’attività spaziale. L’Italia infatti ha una costellazione di satelliti spia e da comunicazione militare: sono già costati due miliardi di euro e si prevede di spendere un altro miliardo nei prossimi anni. Sei satelliti sono già in azione, parecchi altri stanno per raggiungerli entro il 2016. Per tenere in contatto brigate, flotte e stormi è in orbita la prima coppia di satelliti Sicral, a cui stanno per seguire il nuovo Sicral2 (costo 235 milioni di euro) e gli Athena, in consorzio con la Francia (63,5 milioni). Il solo piano Mgcp per la mappatura digitale del globo inghiotte 34 milioni. Misteriosi per definizione sono i nostri satelliti spia. Quattro sono già al lavoro: i Cosmo Skymed (costo 1.137 milioni) con i loro radar scansionano senza sosta i continenti e hanno prestazioni ammirate persino dalla Cia. Ora ne stiamo allestendo altri due di nuova generazione (550 milioni). In più siamo partner con i francesi per gli Helios2 (92,5 milioni), che fanno foto ovunque con obiettivi all’infrarosso. Come se non bastasse, due anni fa si è scelto di disegnare un altro 007 stellare made in Italy, chiamato Opsis: lo stanziamento iniziale è di 13,5 milioni. Finito? No, perché nel luglio 2012 i parlamentari prima di partire per le vacanze hanno ratificato l’acquisto di un ulteriore satellite spia: l’Opsat 3000, il gioiello israeliano che garantisce immagini portentose. Il satellite ideato dal Mossad ha un costo enorme: ben 350 milioni di euro, solo l’obiettivo della fotocamera verrà 40 milioni di dollari. Il fatto singolare è che al produttore di Tel Aviv andranno 182 milioni di dollari, mentre altri 200 milioni saranno intascati da Telespazio, azienda del gruppo Finmeccanica che curerà il lancio e la gestione delle infrastrutture. Si tratta di un’altra società molto cara all’esecutivo di centrodestra e in particolare all’ex sottosegretario Gianni Letta: il quartiere generale è in Abruzzo, nella natia Conca del Fucino, cuore di tutte le avventure spaziali nostrane.
A TUTTA FORZA. “L’Espresso” analizza poi il programma Forza Nec che prevede di trasformare tutto l’Esercito in un’unica rete digitale. Il preventivo è di 22 miliardi di euro, un record che surclassa persino le stime per il supercaccia F35. E’ una passione dell’ammiraglio Gianpaolo Di Paola, che l’ha imposta nel 2006 quando era a capo delle forze armate, l’ha sostenuta poi dal vertice della Nato e come ministro tecnico l’ha salvata dall’amputazione della spending review. Ed è una gioia anche per Selex Es, società di Finmeccanica, che come “prime contractor” gestirà tutto in esclusiva. Un ottimo affare, perché da qui al 2031 tutto quello che verrà comprato dall’Esercito passerà attraverso il programma Forza Nec: fucili, elmetti, maschere antigas, autoblindo,






fuoristrada, carri armati dovranno essere “digitalizzati”. I fondi di Forza Nec finora sono serviti a Finmeccanica per studiare il “Soldato futuro” ossia una serie di gadget che non sfigurerebbero nel laboratorio di Mister Q dove si riforniva James Bond. C’è il mirino Specter integrato con una microtelecamera ad infrarossi. Ci sono occhiali per la visione notturna montati sull’elmetto. Mininavigatori gps piazzati sulla spalla. Telemetri sul lanciagranate coassiale che correggono automaticamente il tiro. Per i comandanti è allo studio un tablet blindato con touch screen, anche se molti sono scettici sulla possibilità di farlo funzionare in mezzo al fango delle battaglie.


Prototipi che promettono meraviglie: finora ne abbiamo finanziati una ventina, spendendo 325 milioni. Con questi denari, si stanno “digitalizzando” solo 558 soldati: veri uomini d’oro, perché ognuno si porta addosso apparati hi-tech per un valore di mezzo milione di euro, incluse ovviamente le spese di sviluppo. Il guaio è che molti degli equipaggiamenti sono provvisori: destinati a essere rimpiazzati da altri congegni che ancora non sono stati messi a punto. 

lunedì 8 luglio 2013

Niscemi, OK al MUOS. Come funziona e quanto costa il sistema SATCOM dei militari USA

Niscemi, OK al MUOS. Come funziona e quanto costa il sistema SATCOM dei militari USA

Il tribunale amministrativo ha respinto il ricorso del comune di Niscemi e le antenne del MUOSMobile User Objective System, si faranno anche nella base militare della Sicilia orientale. Dalla letteratura che sto acquisendo su Web si tratta di tre parabole da 18,4 metri operative in banda satellitare Ka (le frequenze in downlink del MUOS sono intorno ai 21 GHz, l'uplink dovrebbe essere collocato tra i 27 e i 31 GHz).
Intorno alla base Naval Radio Transmitter Facility di Niscemi, dove sono già ospitate diverse antenne di comunicazione, incluso un impianto LF, sono in corso numerose proteste.
L'ultima ha avuto luogo il 29 ottobre e ha visto alcune coppie di giovani siciliani annunciare l'intenzione di non fare più figli in una zona da loro definita ad altissimo rischio per le radiazioni emesse dalla futura ground station.

Ma che cosè il MUOS? La nuova rete rappresenta l'evoluzione dell'attuale sistema di comunicazione satellitare (SATCOM) UHF meglio nota come UFO (UHF-follow on) e funzionerà esattamente come una rete cellulare operativa nella banda militare UHF. Al posto delle normali cellule terrestri si partirà con quattro satelliti geostazionari più un quinto di backup, che dopo svariati rinvii dovrebbero essere lanciati a partire dal febbraio 2012. La parte di gestione e commutazione terrestre è costituita da quattro "radio basi" terrestri dislocate in Australia, Hawaii, Virginia e appunto, Sicilia. Perché utilizzare la Ka band se i satelliti forniscono banda UHF per le comunicazioni sul campo? Perché i satelliti accorpano in downlink 32 fasci WCDMA ripartiti in tre flussi modulati in 8-PSK per un throughput complessivo di 2,5 Gbit/sec (ecco una descrizione di General Dynanmics, uno dei contractor del progetto MUOS, per il ricevitore SDR che verrà collegato alle antenne, documento scaricabile da questa pagina informativa sempre firmata General Dynamics). Gli utenti del MUOS potranno comunicare tra loro via voce e dati con bande fino a 40 megabit al secondo e grazie alle quattro postazioni di terra potranno realizzare connessioni punto-punto da qualsiasi località del mondo. Tanto per avere un'idea del costo, ci vogliono circa 540 milioni di dollari per ciascun satellite e il relativo veicolo di lancio. Teoricamente il progetto prevede la realizzazione e la messa in orbita di 10 satelliti, per un costo complessivo di 6 miliardi di dollari (Lockeed-Martin ha già una opzione da 3,2 miliardi per 5 satelliti). Per la realizzazione del segmento di terra, General Dynamics ha firmato un contratto da 830 milioni di dollari.
Il giornalista Antonio Mazzeo segue la vicenda sul suo blog (Antonio è anche autore di un bel libro di inchiesta sul Ponte di Messina, quello che non si farà mai e ci è già costato un mammalucco di soldi). Esiste anche un comitato No Muos Niscemi attivo su Web e su Facebook, purtroppo la documentazione fornita sul sito (per esempio questa, che traccia un parallelo tra la ground station di Niscemi e il progetto HAARP in Alaska, bestia nera del complottismo mondiale, risulta alquanto imprecisa).

giovedì 16 maggio 2013


( ARMI AD ENERGIA DIRETTA ) - BREVE RASSEGNA DELLE PRINCIPALI NUOVE TECNOLOGIE - LINK  articolo  completo


BREVE RASSEGNA DELLE PRINCIPALI NUOVE TECNOLOGIE ( ARMI AD ENERGIA DIRETTA ) 

Le "armi ad energia diretta" (Directed Energy Weapons)
Per "armi ad energia diretta" si intende una classe di armamenti che comprende numerosi dispositivi capaci di indirizzare sui bersagli, in modo molto preciso ed efficace, svariate forme di energia non cinetica. In sostanza, l'obiettivo non viene colpito con un proiettile, o mediante la forza d'urto di un'esplosione, ma tramite dispositivi che inviano sul bersaglio radiazioni elettromagnetiche, onde acustiche, plasma ad elevata energia, o raggi Laser. Gli effetti legati all'uso di tali armi possono essere sia letali, sia non letali, mentre i campi d'applicazione variano dalla difesa antiaerea alla tutela dell'ordine pubblico. 

sabato 4 maggio 2013

Armi ad energia diretta satellitare", non è fantascienza


"Armi ad energia diretta satellitare", non è fantascienza

Vi avevo già parlato di un'arma ai raggi microonde il cui uso potenziale poteva essere quello di "scottare" i manifestanti, ho approfondito l'argomento da allora (marzo 2012) ad oggi ed ho scoperto tutta una tipologia di armi dette "Armi ad energia diretta" fra cui naturalmente rientra anche quella dei raggi microonde.

Vi avevo già parlato di un'arma ai raggi microonde il cui uso potenziale poteva essere quello di "scottare" i manifestanti, ho approfondito l'argomento da allora (marzo 2012) ad oggi ed ho scoperto tutta una tipologia di armi dette "Armi ad energia diretta" fra cui naturalmente rientra anche quella dei raggi microonde. Queste armi comprendono una classe di armamenti capaci di indirizzare sui bersagli, in modo quanto mai preciso ed efficace, svariate forme di energia non cinetica, in sostanza piuttosto che colpire l'obbiettivo con un proiettile o mediante la forza d'urto di un'esplosione, questi dispositivi inviano sul bersaglio delle radiazioni elettromagnetiche, ad onde acustiche, o al plasma o ad elevata energia o ancora raggi laser.
Vediamo alcune di queste armi del XXI secolo in dettaglio: THEL significa Tactical High Energy Laser, ed è appunto un dispositivo laser ad elevata potenza ( esiste anche il MTHEL ossia la medesima arma in versione portatile dove M sta appunto per MOBILE). La compagnia che da alcuni anni si sta occupando dello sviluppo del progetto THEL si chiama Northrop Grumman. Durante diversi test, resi pubblici anche in video, il potente raggio laser viene utilizzato per fare esplodere missili e proiettili in volo (testando dunque la sua funzionalità quale dispositivo di difesa antiaerea). Il progetto vede impegnati nello sviluppo di questa tecnologia laser sia gli americani che gli israeliani. Proprio l’esercito israeliano annovera il THEL quale arma già in dotazione al suo esercito, e questo fa supporre che ne possieda già degli esemplari, probabilmente già dislocati a difesa di basi militari e città. Il THEL utilizza delle sostanze chimiche (fluorite di deuterio) per creare un raggio laser invisibile capace di abbattere aerei e missili . Abbiamo poi l'Airborne Laser (ABL) che consiste in un laser chimico ad alta energia montato su di un Boeing 747 modificato . Il dispositivo, sviluppato dalla Northrop Grumman e dalla Boeing è in dotazione all'aeronautica USA dal 2003. L’ABL è in grado di individuare ed abbattere missili balistici. Proseguendo il nostro viaggio troviamo lo Space-Based-High-energy Laser (HEL) che si tratta di un armamento laser montato su di un satellite, capace di colpire bersagli nello spazio, sulla terra ed in aria, non male eh…questa risulta in dotazione a Stati Uniti, Israele e Cina da notare che risulta in fase di test già dal lontano 1998  Proseguendo troviamo tutta una serie di armi ai raggi ultravioletti. L’azienda HSV di San Diego sta sviluppando un’arma laser capace di paralizzare animali e persone. Ce ne sono montate sugli Humvee, risulta che alcune siano state utilizzate in Afghanistan per fare brillare le mine.
Veniamo ora alle armi al plasma e ad impulsi, vi potrà sembrare che stia parlando di armi da film di fantascienza ma sappiate che le basi per una simile tecnologia bellica furono poste negli anni ’40 dal fisico Nicola Tesla. Il principio è quello di sparare contro il bersaglio un “proiettile” di energia, composto da materia elettricamente carica composta da elettroni, neutroni e protoni. Il tutto avviene attraverso un processo di ionizzazione dell’aria (chemtrails?). Tale meccanismo è stato studiato approfonditamente dagli scenziati del DARPA (il dipartimento per la ricerca e l’innovazione tecnologica del Dipartimento della Difesa USA), con la collaborazione di una azienda tedesca. Armamenti di questo tipo sono in fase avanzata di sperimentazione da parte degli eserciti di: USA, Israele e Australia. L’applicazione letale di questa tecnologia è stata chiamata Pulsed Impulsive Kill Laser (PIKL). Il dispositivo ha dimostrato la sua efficacia in diversi test, riuscendo a perforare anche armature in Kevlar e lastre di metallo. La versione non letale del PIKL va sotto il nome di Pulsed Energy Projectile (PEP). Questo dispositivo è in grado di stordire uomini e animali, creando forte dolore e temporanea paralisi. Il principale ambito di applicazione previsto per il PEP viene indicato in scenari di controllo dell’ordine pubblico, mentre un’altra delle applicazioni prefigurate è quella di presidio dei checkpoint. Oltre a stordire le persone una simile arma dovrebbe essere capace di bloccare i veicoli, in quanto il suo “impulso energetico” interferire con i sistemi elettrici di iniezione. Il raggio d’azione del PEP è di circa 2 Km, ed il suo funzionamento si basa sull’emissione di un impulso laser ad infrarossi (mediante l’impiego di un “deutorium fluoride laser”). Il plasma prodotto dalla parte iniziale dell’impulso arriva ad esplodere poiché i suoi elettroni assorbono l’energia della parte finale dell’impulso. L’esplosione di questo plasma ad elevata energia si tramuta in una forza d’urto combinata ad un’onda elettromagnetica. Altri dispositivi affini a questa tecnologia si chiamano MARAUDER (Magnetically Accelerated Ring to Achieve Ultra-high Directed Energy and Radiation) ed Extreme Alternative Defense System (XADS) . 

mercoledì 1 maggio 2013

U.S.A: in arrivo gigantesca piattaforma H.A.A.R.P mobile in sud Corea


U.S.A: in arrivo gigantesca piattaforma H.A.A.R.P mobile in sud Corea





SBX_Seattle8 aprile 2013 - La marina militare degli Stati Uniti sta dislocando in sud Corea una gigantesca piattaforma H.A.A.R.P mobile.E' di poche ore fa la notizia diffusa dai media giapponesi che afferma che qualsiasi missile verra' prontamente abbattuto.
l’H.A.A.R.P. mobile: un dispositivo impiegato dalla Marina Militare degli Stati Uniti d’America.  Il “Sea based H.A.A.R.P. X-band radar (S.B.X.)”, è una di queste piattaforme viaggianti usate a complemento dei vari impianti H.A.A.R.P. dislocati in vari paesi di Gaia (Stati Uniti, Norvegia, Russia, Francia). Sul ponte della S.B.X. è installata una particolare struttura, componente chiave della “Missile Defense Agency”(M.D.A.). La nave militare include una centrale per la produzione di energia elettrica, un ponte, sale di controllo, alloggi per il personale, aree di stoccaggio e le infrastrutture necessarie a sostenere l'enorme radar in banda X. Il radar S.B.X. è un apparato molto sofisticato. Il sistema radioricevente “phased array antenna” è costituito da migliaia di antenne azionate da moduli di rice-trasmissione. Il radar è progettato e costruito dalla Raytheon Integrated Defense Systems per conto della Boeing, il più importante appaltatore per il progetto negli Stati Uniti, attuato proprio dalla Missile Defense Agency.

lunedì 22 aprile 2013

Un termocamera microscopica consentirà di individuare persone nella nebbia e nel buio .


Un termocamera microscopica consentirà di individuare persone nella nebbia, nelle tempeste di sabbia o nascoste alla vista, com'è successo a Boston nella caccia al secondoattentatore della maratona. Attualmente sono in uso modelli abbastanza pesanti e voluminosi, che sono efficaci ma devono obbligatoriamente essere montati sui mezzi di trasporto, in futuro però non sarà più così.
Prototipo termocamera
La DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) in collaborazione con DRS Technologies ha infatti sviluppato una microcamera LIWR (long-wave infrared, a infrarossi ad onde lunghe) da cinque micrometri con una risoluzione di 1.280 x 720 pixel. I ricercatori hanno fatto sapere che sono stati condotti con successo i primi test con tre prototipi funzionanti attraverso una tempesta di polvere. Il risultato è che la sensibilità non registra perdite rispetto ai modelli più voluminosi.
Il calore emesso dal corpo umano non si nasconde
Per le forze dell'ordine e l'esercito è una novità decisamente importante, perché questo tipo di strumentazione è usato anche nelle operazioni di caccia all'uomo. L'esempio più recente riguarda l'individuazione del secondo attentatore della maratona di Boston, Dzhokhar Tsarnaev, che era nascosto all'interno di una barca a Watertown, nel Massachusetts.
Una termocamera montata sotto a un elicottero Eurocopter AS-355N Twinstar  ha consentito di catturarlo, e in seguito sia le foto sia il filmato spettacolare di tre minuti con le immagini di questo strumento investigativo hanno fatto il giro di Internet. Come si può vedere, la sagoma dell'uomo viene individuata dal calore corporeo che emette, e che viene rilevato dall'infrarosso.